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USR Lazio: riunione settimanale tavolo operativo

RIUNIONE SETTIMANALE TAVOLO OPERATIVO REGIONALE

Si è tenuto ieri, 1 febbraio 2021, il settimanale tavolo operativo regionale, al quale partecipano, da un lato, le or- ganizzazioni sindacali del comparto Scuola e dell’Area V (dirigenza scolastica) e, dall’altro, l’Assessorato regionale all’Istruzione e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. A differenza della volta scorsa, non sono stati forniti dati sull’andamento dei contagi nelle scuole del Lazio e/o per classi di età. Su questo, come Cisl Scuola, abbiamo forte- mente eccepito, poiché riteniamo che la conoscenza quantitativa del fenomeno, in quanto fattore di orientamento dei comportamenti collettivi della comunità regionale sulla base di dati oggettivi, sia essenziale per poterlo contra- stare. Peraltro, la cronaca ci fornisce notizie quotidiane circa il coinvolgimento di intere istituzioni scolastiche in epi- sodi di contagio, come è avvenuto proprio ieri all’IC del Villaggio Prenestino, a Roma. In queste condizioni, la consa- pevolezza dei dati diventa un elemento imprescindibile ai fini di una credibile azione di arginamento, specie dopo la ripresa dell’attività didattica in presenza delle scuole superiori, che costituiscono il segmento potenzialmente più i- doneo alla diffusione del virus, a causa della maggiore mobilità degli studenti

L’Assessore Di Berardino ha assicurato che alla prossima riunione saranno presenti rappresentanti dell’Assessorato alla Salute.

Pur in mancanza degli elementi sopra evidenziati, si è svolto un serrato confronto su molte questioni:

  1. Richiesta di vaccinazione anticipata del personale scolastico. La Regione risponde che tale decisione va riportata a livello nazionale, al quale vengono determinate priorità e tempistiche;
  2. Avvio di un confronto sul segmento 0 – 6, laddove è più stretto il contatto tra operatori scolastici e bambini. L’Assessorato Regionale all’Istruzione si è dichiarato favorevole, occorrerà coinvolgere anche gli altri assessorati competenti (servizi sociali);
  3. Richiesta di fornire agli operatori scolastici le mascherine FFP2, in luogo di quelle chirurgiche. Le scelte sono opera- te dalla struttura commissariale nazionale;
  4. Ingresso nelle scuole superiori al 50%. Il passaggio alla zona gialla potrebbe comportare l’aumento fino al 75% del- la popolazione scolastica ammessa a frequentare in presenza. L’Ufficio si è dichiarato favorevole a lasciare la deci- sione a livello di singola istituzione scolastica, sulla base della valutazione degli spazi. Al momento, le scuole sono di fatto tutte orientate verso il limite minimo del 50%, con leggeri arrotondamenti superiori. Il superamento del 50%, con l’eccezione delle province di Rieti e Viterbo, comporta la necessità di attivare le lezioni di sabato;
  5. Nel limite complessivo del 50% della popolazione scolastica in presenza, si pone il problema se si debba fare fre- quentare le classi al 50% degli studenti, ovvero far frequentare il 50% delle classi, lasciando integre le classi stesse ed evitando la dispersione di un’attività didattica con doppio target: presenza e distanza. Per quanto la soluzione didatticamente più efficace sia, teoricamente, quella dell’unità della classe, rimane il problema di aule che non so- no sufficientemente grandi da assicurare che la lezione sia svolta in sicurezza. L’Ufficio si dichiara favorevole a la- sciare alle scuole l’autonomia decisionale;

Come Cisl Scuola, abbiamo comunicato al direttore che in alcune scuole della Regione si manifesta il fenomeno di gruppi di genitori “negazionisti”, che diffidano dall’imporre l’uso delle mascherine agli alunni del ciclo primario. L’Ufficio si è dichiarato a conoscenza del fenomeno. Abbiamo chiesto un deciso supporto dell’Amministrazione ai di- rigenti scolastici che si trovano in questa situazione.

Infine, è stata affrontata la tematica di una istituzione scolastica della Regione che lascerebbe ai singoli studen- ti/famiglie la scelta di frequentare le lezioni in presenza ovvero a distanza. L’Ufficio Regionale ha riaffermato che le regole valgono per tutte le scuole e non sono possibili scelte unilaterali, che prefigurano un’erogazione “personaliz- zata” del servizio scolastico, incoerente con la sua natura sociale. Riaffermato, anche in relazione a questa vicenda, il ruolo centrale degli organi collegiali per la gestione organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche.

Roma, 2 febbraio 2021

 

 

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