La sessione pomeridiana degli incontri in programma il 23 settembre alla Conferenza Programmatica della CISL Scuola, condotta da Alessandra Migliozzi, capo ufficio stampa del Ministero della salute ma con precedente lunga esperienza al ministero di viale Trastevere, aveva per tema le nuove competenze trasversali che la scuola è chiamata a promuovere.

Per quanto possa apparire paradossale, è un docente di economia come Luigino Bruni a mettere in guardia dal rischio che sia l’economia a dettare l’agenda alla scuola. La rapidità delle trasformazioni fa sì che molto spesso chi prepara competenze per il futuro sia messo in fuorigioco quando il futuro diventa presente, offrendo contesti profondamente diversi da quelli attesi.

Da qui l’esigenza – sostiene Bruni, citando al riguardo l’esperienza di Adriano Olivetti e la sua predilezione per la formazione umanistica – di riconoscere alla scuola uno status di autentica autonomia.

Parte dalla legge 22 del 2025 sulle competenze non cognitive il presidente CSPI Damiano Previtali, sottolineando che la sperimentazione, assolutamente volontaria, ha visto coinvolte circa 1.600 scuole. Occorre tuttavia pervenire a una definizione non generica di tali competenze, facendo soprattutto riferimento a quanto emerge al riguardo nella concreta esperienza vissuta dalle scuole. Dopo di che, occorre definire la loro declinazione sul piano didattico e valutarne gli esiti riscontrabili in termini formativi.

Roberto Ricci, presidente di Invalsi, si è soffermato sugli squilibri e le disparità che il possesso delle competenze trasversali può mettere in evidenza: da qui l’importanza delle rilevazioni, che aiutano la scuola a mettere in atto strategie efficaci per attenuare l’incidenza dei fattori di contesto sul successo scolastico.

Per Francesco Seghezzi, occorre chiedersi come coinvolgere chi studia in processi di apprendimento condotti in tempi distesi, evitando la tentazione delle scorciatoie offerte dall’IA. Spetta alla scuola, secondo Seghezzi, formare a un habitus in cui prevalga la centralità della persona rispetto agli algoritmi.

Domani, ultima delle tre giornate dell'evento, l’attenzione si concentra su aspetti che investono più direttamente gli obiettivi dell’azione svolta dal sindacato per una più piena valorizzazione del lavoro svolto dal personale scolastico. Obiettivi che per essere perseguiti richiedono necessariamente un sostegno convinto da parte della comunità civile e delle sue rappresentanze politiche, fondato sul riconoscimento dell’importanza che il sistema d’istruzione ha per la crescita e lo sviluppo delle persone e dell’intera società.

Nella sessione "Chi fa la scuola merita" ne parleranno, coordinati dalla giornalista e conduttrice RAI Monica Setta, Francesco Profumo, già ministro dell’istruzione nel governo Monti, Emmanuele Massagli, docente alla LUMSA e direttore della Fondazione Tarantelli, la segretaria CISL Scuola Ivana Barbacci e la segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, che chiuderà col suo intervento i lavori della Conferenza.

Delle tre giornate è disponibile la registrazione video sui canali web e social della CISL Scuola (Pagina dedicata del sito, canale YouTube, APP CISL Scuola).

 

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07-01-2026