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L'intervento di Maddalena Gissi alla presentazione dei disegni di legge su reclutamento e dimensionamento

Di seguito una sintesi dell'intervento di Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei disegni di legge in materia di reclutamento e dimensionamento svoltasi alla Sala Caduti di Nassirya del Senato su iniziativa dei parlamentari PD sen. Stefano Verducci e on. Matteo Orfini.

Formazione iniziale e reclutamento da vent’anni sono temi ricorrenti nel dibattito sulla scuola. Più e più volte i Governi che si sono avvicendati hanno provato a lasciare il segno con progetti per le quali sono state messe in campo le più diverse narrazioni (promozione del merito e della qualità, abolizione del precariato e fine della supplentite, ecc.), senza tuttavia apprezzabili esiti nella soluzione di problemi con i quali ancora oggi ci si confronta e che si presentano in forme ancor più esasperate.
Le questioni sono state affrontate troppo spesso in chiave “ideologica”, e non di rado con approssimazioni e improvvisazioni, senza tenere nel debito conto l’apporto di esperienza e conoscenza dei problemi di cui dispongono le organizzazioni sindacali, alla base di proposte che, quando ascoltate, si sono rivelate sensate ed efficaci: vale come esempio la decisione di utilizzare le GPS di I fascia per coprire i posti vacanti una volta esaurite le normali graduatorie. In particolare sul sostegno, si deve a questa decisione se si è potuto procedere ad assunzioni, che in alcune aree del Paese sono avvenute quasi esclusivamente da GPS. Possiamo fornire, su questo, dati eloquenti.
Salutiamo molto positivamente la disponibilità manifestata dal PD per riproporre questa modalità di assunzione, intervenendo sul decreto milleproroghe, anche per il prossimo anno: per noi, come dovrebbe essere noto a tutti, un sistema a due canali, uno dei quali rivolto a valorizzare l’esperienza di lavoro, rappresenterebbe la miglior soluzione “a regime”, per avere un sistema di reclutamento non soggetto a continui interventi tampone, ma capace di garantire al lavoro nella scuola qualità e stabilità. Lo dico prima, pur apprezzando nella proposta che ci ha presentato il senatore Verducci l’attenzione rivolta ai precari con tre annualità di servizio ai quali, con la norma transitoria, viene garantito l’accesso a percorsi abilitanti riservati. E apprezziamo l’idea di una fase di passaggio in cui si prevede lo scorrimento delle GPS sul 50% dei posti. Ma per noi, ripeto, il sistema a regime dovrebbe essere il doppio canale: equo, trasparente, rispettoso dell’impegno professionale che per anni un docente precario mette a disposizione della scuola permettendole di funzionare. Non dimentichiamo mai che l’alternativa sarebbe il non funzionamento di un sistema volto a soddisfare un diritto costituzionalmente garantito.
Sulla riforma delle regole per la formazione delle classi, crediamo che sia davvero bene porre la questione avanzando soluzioni alternative a quella approvata con la legge di bilancio, che difficilmente avrà efficacia. Non si può lesinare sulle risorse quando l’obiettivo è porre le condizioni per una didattica più efficace, che aggredisca le disuguaglianze ancora troppo presenti nel nostro Paese. Ancor più con l’emergenza in atto. La misura approvata in legge di bilancio, che per abbassare il numero di alunni per classi si limita a riciclare i posti liberati con i pensionamenti, è destinata a lasciare il tempo che trova.
Quella delle classi sovraffollate non è, come si dice talvolta, una questione marginale, tutt’altro. E guai se il ragionamento trascura le scuole che accolgono le fasce più basse d’età, come la scuola dell’infanzia, e che sono quelle con i numeri più alti. Se mi si passa la battuta, visto che parliamo di classi pollaio prendiamo in considerazione prima di tutto i pulcini: più deboli e indifesi, e accudirli non è certo meno impegnativo e gravoso di quanto avviene in altri settori. Ricordo a tutti che l’attenzione sulla scuola dell’infanzia è doverosa per una strategia che punti ad aggredire le disuguaglianze, obiettivo indicato fra le priorità del PNRR.
Mi pare che la proposta del senatore Verducci sia molto ambiziosa per gli stanziamenti che individua come necessari per sostenere la modifica del numero massimo di alunni per classe. Si tratta di 2 miliardi e mezzo, poco più di quanto si spese con la Buona Scuola di Renzi. E non ci si può arrivare con i fondi del PNRR, servono dunque in prospettiva chiare e precise scelte di investimento politico.

In allegato un prospetto delle assunzioni di personale docente per l'a.s. 2021/22 e negli anni scolastici precedenti.

 

 

 

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