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Serafin: "Sui DS onorare gli impegni e mantenere le promesse"

 
COMUNICATO STAMPA

 

 

La ripresa delle lezioni in presenza sta diventando una vera sfida per i dirigenti scolastici. Tra misurazioni dell’ampiezza delle aule, distanziamento, Dpi e gel, consegna ritardata dei banchi monoposto e ricerca di nuovi locali, i dirigenti scolastici sono già oggetto di diffide varie da parte di famiglie che chiedono di non utilizzare le mascherine o, all’opposto, di utilizzarle sempre. Segno di una litigiosità sempre pronta a manifestarsi anche nel mondo che ruota attorno alla scuola e che è solo la punta dell’iceberg. È infatti evidente l’enorme esposizione in termini di responsabilità civile e penale che caratterizza il lavoro del dirigente scolastico e che ora appare ulteriormente acuita in questa situazione confusa.
La CISL e la CISL scuola, già nel dossier del 18 aprile 2020 (Priorità per la scuola in vista della ripartenza), avevano sottolineato che “i dirigenti scolastici nel loro ruolo di datori di lavoro non possono essere investiti di una responsabilità tanto ampia, senza un adeguato supporto sanitario e tecnico/giuridico e fuori da un contesto di obiettivi e azioni condivise.”
E ancora il 4 maggio nel Dossier Ri-cominciare, un piano strategico per il rientro a scuola, la nostra Organizzazione affermava con chiarezza che era necessario “prevedere una diversa definizione giuridica delle responsabilità dei dirigenti scolastici in quanto datori di lavoro, con l’opportuna e peraltro già da tempo attesa, revisione del D.lgs. 81/2008, in relazione all’emergenza in atto”.
Abbiamo proposto in via informale una formulazione di modifica della responsabilità penale, sulla falsariga di quanto già avvenuto per i medici e sembrava che l’occasione fosse la conversione del dl 22/2020 (era il 20 maggio). Poi l’intervento è stato rinviato al decreto semplificazioni o alla sua conversione e ancora al decreto di scostamento di bilancio di agosto.
Peccato che, di rinvio in rinvio, nulla sia avvenuto. Anzi, in alcuni casi abbiamo assistito a fenomeni inspiegabili. Ad esempio, in sede di conversione del decreto semplificazioni, lo specifico emendamento presentato dal Senatore Rampi del PD in relazione alla responsabilità penale del personale scolastico è stato dichiarato inammissibile, per estraneità della materia, mentre dallo stesso decreto veniva sancita addirittura la modifica del reato di abuso d’ufficio.
I dirigenti scolastici sono stati vessati con ripetuti e inutili monitoraggi, hanno dovuto misurare le superfici delle aule perché le sbandierate banche dati sull’edilizia scolastica si sono rivelate inutili, sono stati invano promessi loro locali e spazi, assicurando che sarebbe arrivato più organico. A pochi giorni dall’inizio delle lezioni siamo invece ancora in alto mare.
L’impegno sottoscritto già a dalla viceministra Ascani e poi rinnovato il 7 maggio dalla stessa Ministra per la modifica del D.lgs. 81/2008 è, al momento, semplicemente scomparso nel nulla.
C’è da chiedersi quale sia la strategia di intervento del Ministero per non lasciare soli i dirigenti scolastici, intento più volte dichiarato dalla Ministra, e se la parola data abbia ancora un valore.
La CISL Scuola chiede che si mantengano gli impegni assunti e che si intervenga sulla responsabilità penale del personale scolastico che sarebbe altrimenti lasciato in balia del contenzioso, sempre più diffuso e certamente amplificato da tutti gli adattamenti necessari per prevenire il rischio di contagio da Covid 19 nelle strutture scolastiche.
 
Roma, 20 agosto 2020
 
Paola Serafin
Segretaria Nazionale CISL Scuola con delega per la Dirigenza Scolastica

 

 

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