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Concorsi straordinari tra qualità e urgenza

Mariella Spinosi su Scuola7

Per il concorso straordinario ci troviamo di fronte a docenti che hanno già una loro esperienza acquisita sul campo avendo maturato almeno tre anni di servizio. È giusto che lo Stato si preoccupi di capire se i tre anni di lavoro sono stati fruttuosi sul piano professionale, ma è pressoché impossibile che tale verifica possa avvenire attraverso un test CBT”. Così Mariella Spinosi in un interessante articolo che compare sulla rivista online della Tecnodid, Scuola7 (n. 173 del 24 febbraio 2020), la cui tesi di fondo è espressa efficacemente nel sottotitolo, che a proposito dei concorsi straordinari i cui bandi sono in gestazione al Ministero dell’istruzione definisce “binomio impossibile” quello composto dai termini qualità e urgenza.
In particolare l’autrice, già dirigente tecnico del Ministero, autorevole e apprezzata protagonista di numerose iniziative a carattere formativo, è molto netta nel definire come compito impossibile la verifica della qualità professionale attraverso test CBT. Ciò vale in modo particolare per i docenti che insegnano su sostegno avendo acquisito la specializzazione attraverso i TFA, per i quali si configura come “accanimento di Stato quello di sottoporli ad ulteriori accertamenti”, mentre appare “una pura incongruenza logica quella di affidare ad un test di tipo mnemonico la legittimità a decidere il loro inserimento nel mondo della scuola”.

 

 

 

 

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